Normalmente l’escursionismo si svolge in montagna comunque in un ambiente naturale,gif-scrivi libro e può essere accompagnato da attività naturalistiche quali il birdwatching, l’ osservazione di specie botaniche o anche la visita di monumenti o fenomeni naturali posti lungo il percorso.

L’escursionista seriamente motivato deve avere rispetto dell’ambiente che attraversa, evitare di fare rumore, rispettare i sentieri, non manomettere la segnaletica, non lasciare rifiuti (che potranno essere compattati e trasportati fino ad un cestino, o meglio ancora a valle), non cogliere specie botaniche protette o molestare animali selvatici, accendere fuochi solamente in luogo adatto e con adeguata competenza, spegnerlo accuratamente prima della partenza, non gettare mozziconi di sigaretta accesi (e neanche spenti possibilmente).

Per evitare problemi anche gravi, quali per esempio lo smarrimento o il trovarsi coinvolti in un temporale improvviso, è necessario pianificare in anticipo diversi elementi:

• il percorso, il profilo altimetrico, il dislivello complessivo, la natura del suolo, i punti di orientamento

• la durata prevista, le tappe, i rifugi

• le condizioni meteorologiche previste

• l’abbigliamento e in particolare le calzature

• l’equipaggiamento (accessori minimi, zaini, tende, fornelli da campo e stoviglie ecc)

• le scorte di acqua e alimenti

L’abbigliamento è naturalmente legato alla stagione, ma comunque si devono tenere in considerazione eventuali peggioramenti delle condizioni meteorologiche. Si dovrà sempre includere un abbigliamento impermeabile da indossare in caso di emergenza. Impiegare preferibilmente scarponi adatti al tipo di terreno che si affronterà e calzini specifici per l’escursionismo (in genere privi di cuciture e con struttura differenziata per un maggior agio). Per quanto riguarda l’equipaggiamento, questo deve comprendere gli elementi necessari per l’orientamento ed accessori utili in caso di difficoltà. In particolare, per qualunque escursione è consigliabile portare con sé al minimo:

• una cartina dettagliata del luogo da esplorare, meglio una mappa militare o CAI (possibilmente almeno in scala 1:25.000)

• una bussola e facoltativamente (non in alternativa) un ricevitore GPS

• un coltello multiuso

• una cassetta di pronto soccorso

• fazzoletti di carta

• una scorta di acqua e viveri energetici: il cioccolato non è indicato in quanto è composto quasi interamente da grassi, che sono di difficile e lenta assimilazione. Molto meglio utilizzare zuccheri semplici come il fruttosio (ma non il saccarosio, che causa picchi glicemici), oppure le maltodestrine

• accendino (o fiammiferi)

• torcia elettrica (utili le lampade frontali, perché lasciano libere le mani)

• i bastoncini telescopici. È da evitare l’uso di un singolo bastone in quanto l’asimmetria della camminata può provocare stress articolare alla schiena e alle spalle

• occhiali da sole certificati (fondamentale è la protezione 4 in caso di escursioni su neve o ghiaccio) e creme protettive

• binocolo (facoltativo)

• un fischietto (utile per i segnali di soccorso)

• il saccolenzuolo (obbligatorio in quasi tutti i rifugi)

• il caschetto (obbligatorio in alta montagna e in vicinanza delle pareti rocciose)

• un paio di guanti caldi

• un cappello da sole con visiera e un cappello caldo

• sono utili un paio di stringhe di riserva (nel caso se ne rompa una)

Oltre all’equipaggiamento minimo:

• nei tratti su ghiacciao è obbligatorio l’uso di ramponi e piccozza, e in presenza di crepacci è consigliabile procedere incordata

• lungo le vie ferrate è obbligatorio l’uso di imbragatura, caschetto, set da ferrata (composto da dissipatore, due moschettoni e uno spezzone di corda opportunamente predisposto), e sono consigliati scarponi abbastanza rigidi e dei guanti che non impediscano l’uso dei moschettoni (simili a quelli dei ciclisti)

• nel caso sia previsto il guado di torrenti o l’attraversamento di punti particolarmente esposti o pericolosi, è consigliabile che la comitiva porti con sé uno spezzone di corda di almeno venti metri.